Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta "Poeti per il sociale". Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta "Poeti per il sociale". Mostra tutti i post

domenica 3 aprile 2016

Intervista a... Graziella De Chiara

Graziella De Chiara, classe 1970, insegnante.
D: Qual è l’età dei tuoi alunni? È un lavoro che ti appaga? Quali sono le gioie e i dolori della tua categoria?
R: Insegno alla scuola primaria e attualmente ho una classe quinta, quindi alunni di dieci anni. Lavoro a Scampia da tre anni, un quartiere di Napoli dove le difficoltà non sono poche. Ma è proprio questo che mi incita a rimanere. Sono un’ insegnante di sostegno e gli alunni che spesso mi vengono affidati presentano bisogni diversi. Mi piace essere per loro l’amica, la confidente, fare lezione in modo sempre diverso, che li possa anche divertire mentre apprendono. L’integrazione diviene più semplice in questo modo perché si coinvolge l’intera classe. Certamente mi trovo ad affrontare anche situazioni particolarmente complesse ma non sono il tipo di persona che si arrende facilmente. Sono molto combattiva ma allo stesso tempo ho un ottimo rapporto con i genitori e questo è molto importante nel mio lavoro.

D: Hai partecipato a “Poeti per il sociale” con le poesie “E vibra l'anima" e “Viaggio", direi delle poesie introspettive. In che modo queste due poesie sarebbero da ricollegare al tema dell'evento, la poesia sociale?
R: Interagire con più persone nel sociale mi ha dato  l’ opportunità di conoscere punti di vista diversi che accomunati nella poesia sono liberazione dell’anima in tutti i sensi. Poeti per il sociale è stata un’iniziativa  grandiosa direi. Le mie poesie sono appunto pensieri interiori che rappresentano il vissuto in una società complessa.
“ Viaggio” ad esempio, scritta in metropolitana (mi capita spesso di farlo), mentre mi recavo al lavoro e dove nella corsa affannosa i pensieri si affollano nella mente e allora scrivo, me ne libero.

D: Hai mai pubblicato? Hai altri interessi, oltre la poesia? Se ho ben capito, hai un figlio. Che età ha? Sa che scrivi? Esprime delle opinioni su questa tua passione?
R: Non ho mai pensato di pubblicare le mie poesie anche perché sono molto critica con me stessa. Chissà forse un giorno! Scrivere non è l’unica passione che ho. Amo molto la musica, mi appassiona il canto e ho partecipato da ragazza a diverse manifestazione canore. Mi piace dipingere, creare, tutto ciò che riguarda l’arte insomma.
Ho un figlio di 16 anni che mi sostiene in tutto ciò che faccio. Siamo molto legati, mi segue su facebook e non mancano i complimenti per le mie poesie.  Mi piace coinvolgerlo spesso chiedendo la sua opinione su ciò che scrivo. E’ un ragazzo che si esprime benissimo, ho letto alcuni  suoi pensieri davvero belli e ricchi di emozioni.

D:  C’è un'altra poesia che ti piacerebbe far conoscere al pubblico di “Poeti per il sociale”? Scrivila qui e commentala, se vuoi.
R:
Sogno incatenato

Ho cercato nella mia anima
tra parole e lacrime amare.
Nel silenzio, la solitudine
ha il sapore di te,
che ti allontani.
Ho visto occhi distratti
lontani dal cuore,
che stringo a me
ignara del domani.
Solo parole, nient’ altro
scorrono sulla tela
dipinta con piume
a più colori,
mentre il ritratto,
perde tutto ciò
che ho lasciato
scorrere col tempo.
E non c’è più tempo!
I sogni restano incatenati
in un letto vuoto
ed io, che mi affanno,
a scuotermi di dosso
tutto ciò che avevo in mente.
Restano i sogni
di un giorno ad occhi chiusi
tra rose rosse e spine affilate.

D: Quali temi prediligi nello scrivere? Quali ambienti? Hai qualche progetto in procinto di realizzare?
R: Non scelgo un tema per le mie poesie né gli ambienti, scrivo ciò che in quel preciso momento mi emoziona sia in positivo che in negativo.
I miei progetti per il futuro sono diversi, ma non escludo quello di poter pubblicare un libro di mie poesie.
Mi piacerebbe poter lasciare un giorno qualcosa di me, qualcosa che possa far riflettere su come una donna possa riuscire ad andare avanti tra mille difficoltà. Vorrei dedicarlo appunto a tutte le donne, “ quelle come me”…che sono tante.

Grazie di aver partecipato a Poeti per il sociale!

**************************************
Le poesie di Graziella  De Chiara per “Poeti per il sociale”

Mi chiamo Graziella De Chiara
Ho 45 anni e insegno alla scuola primaria.
Scrivo ciò che l'anima riflette su un foglio di carta (parole di una mia poesia) quello che a voce non riuscirei a dire...libero i pensieri che affollano la mente per non morire dentro...

E VIBRA L'ANIMA...


Vivo di emozioni
sguardi a luci spente
dove gli occhi fissano tra il buio
lo splendore delle stelle...
Scrivo ciò che l'anima
riflette su un foglio di carta
dove i pensieri si mescolano
ai battiti incessanti
del cuore...
Accarezzo le giornate
senza Sole
con ricordi impressi
nella mente...
La musica mi culla
nelle notti insonni
con note delicate
colorate di magica armonia...
Una lacrima si fa viva
mentre cerco di lavarla
col sorriso...
E vado avanti...
Non mi fermo...
Non dimentico ma tremo
dei chissà e dei perché...
Il vento inizia
col suo canto
a danzare...
e fra gli alberi
le foglie fa tremare...
Tutto muta
in quel sordo silenzio...
È notte...
porto a dormire
i miei pensieri
abbracciando la luna
che mi guarda...




VIAGGIO



Fasci di luce
attraversano i vetri
di quel treno affollato
dove ogni volto è segnato.
Sguardi stanchi...spenti...
persi tra mille pensieri.
Un brivido attraversa
i miei sensi
mentre la musica
che ascolto
mi invia messaggi
di emozioni indelebili...
Emozioni lasciate al tempo
quel tempo che spesso
avanza senza fiato.
Giornate trascorse
nella delicatezza
di una dolce malinconia
dove gli abbracci
sono pugni allo stomaco
dove le carezze restano
solo nei ricordi
Scrivo e accartoccio la mia anima
ma non mollo quel tempo
che mi scorre davanti agli occhi
come un fulmine
Affronto ciò che vivo
non risparmio le forze
Ho la forza che non
mi abbandona...
La terra mi vibra sotto i piedi...
e io...
Io aspetto che mi spinga...

Graziella De Chiara

venerdì 1 aprile 2016

Intervista a... Carla Spinella



Carla Spinella, docente di Italiano e Latino, docente di scrittura creativa e interpretazione di testi teatrali al Liceo scientifico/classico "Salvador Allende" , all'Associazione "G. Puecher", al Cam di V.le Tibaldi,41, laureata in lettere classiche con specializzazione in Glottologia. Nata in Calabria, laureata in Sicilia, residente in Lombardia; scrittrice e poetessa.

D- Hai partecipato a "Poeti per il sociale" con due poesie molto belle: "Tutto uguale?", nella quale, a dispetto di chi descrive l'Italia come una nazione in cui tutto è da cambiare, ne sottolinei l'ospitalità e la grande umanità nei confronti di chi è esule. Di questa poesia, in particolare, mi colpiscono i versi “ E mi vergogno, se ci penso,/dei miei lamenti di paura/di perdere il di più” e mi farebbe piacere se li commentassi; e "Turista di lunga percorrenza", malinconica riflessione di persona disillusa, che ha creduto negli ideali e nei sogni della giovinezza e poi si trova nella realtà di un mondo inquinato dove non sa più a cosa credere.
Vuoi aggiungere qualcosa? E perché hai partecipato a "Poeti per il sociale"?
R- Purtroppo si tende a guardare la realtà e a leggerne i risvolti con lo sguardo volto ai propri interessi, per cui se ne vede la gravità a seconda che si venga o no toccati o, addirittura solo sfiorati nei beni materiali. Perciò una persona ,che, per empatia o semplice sensibilità, sente il male degli altri, non può che vergognarsi delle proprie meschine paure di perdere anche una piccolissima parte dei propri vantaggi.
Ho partecipato a Poeti per il sociale per fare sentire a derelitti ed egoisti la mia presenza accanto a chi è più sfortunato di me, che già non sono una "ricca", dovendo aiutare  con la mia limitata pensione d'insegnante, due figlie molto brave ma senza uno stipendio fisso.

D- Hai conseguito la specializzazione in Glottologia. Cosa ti affascina di questa branca?
R- L'idea di salvare dalla scomparsa lingue moribonde come il grecanico di Calabria (argomento della mia tesi di laurea) che oggi sopravvive a singhiozzo,  grazie a qualche poverissima associazione e a pochi conoscitori, tra i quali io mi affanno a scrivere in lingua minoritaria poi a tradurre in italiano poesie di argomenti vari.

D- Dalla Calabria a Milano, passando per Messina: emozioni, riflessioni, impressioni, ricordi ecc.
R- Premettendo che Milano ben presto mi si è mostrata accogliente come casa mia, anzi capace di apprezzare e valorizzare la passione del mio lavoro d'insegnante, ho un bel ricordo della Calabria, che mi ha riservato premure materne quando, dopo decenni di lontananza,  ci sono tornata, a partire dal 2011, per presentare i miei libri, scritti a Milano.  Anzi proprio a Reggio Calabria mi è stato attribuito il primo premio alla carriera  (precisamente il " Giuseppe Calogero" cui hanno fatto seguito, come riconoscimenti alla carriera, l' Anassilaos (Reggio di Cal.), il Nicolaos Arghiropoulos (Montebello Jonico) il Delia (Bova Marina). Negli stessi anni  (dal 2012 al 2016 ) mi venivano assegnati 32 premi per poesie edite (in volume) e inedite (oltreché per alcuni racconti)  in varie parti d'Italia.

D- Hai una terza poesia che vorresti far conoscere? Scrivila qui e commentala.
R- Sulla pedofilia: 

L'ECO DI UN PIANTO  

Si coglie nell'aria d'un crepuscolo 
precoce un'eco d'infantile pianto

E vedi un bimbo 
che impaurito fugge 
da una casa nel bosco 
col sangue che copioso 
scorre dal naso 
mescolato a un ruscello 
di lacrime e di muco

Si solleva a sussulti 
la maglietta nella corsa
affannosa e poi incespica
il bimbo e cade, con violenza
battendo la nuca su una roccia
coperta di foglie e di rami

Lo trova all'alba
un cacciatore di frodo
e invano si adopra
per ridestare la vita 
nel corpo indifeso che poi
rattrappito consegna 
alla macchina istituzionale

S'accanisce per giorni un camice bianco a strappare
risposte all'immobile corpo
sul tavolo freddo e muove
allo scopo le mani sapienti 

Ma nessuno riaccende la luce 
negli occhi di cielo che prima
hanno visto l'orrenda azione
di un'anima infame 
e ora non sanno gridare
lo strazio.


 Credo che qualsiasi commento sia superfluo, tanto empaticamente si comunica  quello strazio a ogni essere normale.

D- Hai scritto alcuni libri, tra cui uno che raccoglie gli esercizi di scrittura creativa dei tuoi allievi. Un cenno alle tue opere, con particolare riferimento all'ultima nata, che se non erro è ""Fatti speciali di gente comune", edito da La Vita Felice, Milano, 2016.
Ti chiedo di parlarne come se dovessi convincere i lettori  a leggerlo.
R-Ho cominciato col pubblicare raccolte poetiche (Poesie, Gabrieli , Roma, 1970; Eva Ostinata, La Vita Felice; Milano, 2011; Il Canto dell'Assenza, Leonida, Reggio Cal., 2013; Di nuovo in volo, La Vita Felice, Milano, 2014, Kùe tin fonìmmu, Apodiafàzzi, Bova Marina, 2015. Nel 2014 è stato pubblicato, grazie a un mio ex allievo, dott. Giovanni Nucera, felicemente ritrovato a Reggio durante la presentazione di Eva Ostinata, un volumetto( intitolato La poesia Di Carla Spinella dalla Calabria grecanica all'Europa, comprendente, oltreché testimonianze di alunni e colleghi, anche giudizi di critici e circa 15 mie poesie in lingua italiana e in grecanico), La Ruffa editore, Reggio Cal.).
Nel 2016 ha visto la luce per la casa editrice "la Vita Felice" il primo volume in prosa, appunto  "Fatti speciali di gente comune", ventidue racconti, di cui ognuno è indipendente, ma può essere letto come il singolo capitolo di un romanzo che percorre l'esistenza di  personaggi di una famiglia normale, lungo lo spazio di due generazioni. La prima parte si svolge in una zona specifica della Calabria e i personaggi appartengono alla stessa famiglia. La seconda parte si svolge a Milano, dopo il trasferimento di Carola, in zone diverse della città e riguarda figure anche estranee ma che interagiscono con la protagonista, irrobustendone la personalità.
I volumi che raccolgono poesie e prose dei miei allievi di scrittura creativa sono finora sette, di cui solo il primo contiene esercizi di scrittura. Tutti, tranne uno, prefato da un critico letterario, presentano una mia introduzione accompagnata negli ultimi tre anni da un  testo poetico, scritto appositamente da me.


- Grazie per avere partecipato a Poeti per il sociale!

****************
Le poesie di Carla Spinella per "Poeti per il sociale"



Carla Spinella da otto anni insegna scrittura creativa e recitazione teatrale presso varie Associazioni. Ha pubblicato con editori diversi sei raccolte poetiche e ottenuto 35 premi.


TUTTO UGUALE?


In ogni terra ho camminato
usando il mappamondo,
con la testa e il cuore

Bellezze d'incanto
ho immaginato,
come al mio Paese
eppure diverse; miseria e povertà
che dappertutto in maggioranza sono
ma più nere in certi
luoghi e più perverse;
luci e splendori
come al mio Paese,
ma più sfacciati e lontani
dalla gente scarruffata
che non ha pane né casa,
vive in tuguri e beve acqua
da fogne a cielo aperto
avvelenata

E mi vergogno, se ci penso,
dei miei lamenti di paura
di perdere il di più
e delle critiche rivolte
a quest'Italia, sì, bugiarda
corrotta e fanfarona
che però a tutti i poveri
o presunti tali in fondo
in fondo assicura assistenza
e carità.


TURISTA DI LUNGA PERCORRENZA


Seguivo un giorno le farfalle
senza correre, pacata
aspettando che posassero
per suggerne il succo
e rinnovarsi, volando più lontano

Smisi più tardi d'inseguire
i sogni; era finito il tempo
d'oro delle smaglianti ali
dispiegate al sole

Andavo alla deriva
opaca turista
di lunga percorrenza
che viaggia ma non sa il perché
e suo non riconosce
un mondo inospitale

Guardo ora i fiori e mi soffoca
inedita fragranza
che s'inquina mescolata
al diserbante e intossica
le fruscianti vite
di piante e maggiolini
che lente si concedono
al pallido sorriso della luna
nella città che corre abitata dal cemento,
mentre io cerco disperata
di lasciare traccia d'un Io
che incontrollato si sfaccetta.

 Carla Spinella

domenica 27 marzo 2016

Intervista a... Sandra Mirabella


D- Sandra Mirabella, insegnante, di Siracusa; raffinata poetessa, curatrice di un blog di poesia, "Gocce di mare". Hai partecipato a "Poeti per il sociale" con "Niente parole", una poesia amara, essenziale, che, come accade per molte grandi poesie, si presta a varie letture: l'incomprensione causata da una sbagliata comunicazione, oppure la solitudine legata alla malattia, oppure... vuoi commentarla tu e dirci come è nata e da cosa è stata ispirata?
R-La poesia che ho scritto: " Niente parole" , e' nata guardando l'immagine del piccolo siriano morto ed abbandonato sulla spiaggia. A Siracusa , purtroppo conviviamo da tanto tempo con queste realtà. Molte volte sulle nostre spiagge , in cui d'estate noi andiamo a divertirci e farci i bagni, si arenano i barconi di questi poveri migranti, molti si salvano, altri no !
"Niente parole", racconta l'inutilità di parlare, dire parole inutili per questa povera gente, anche perché non comprenderebbero la nostra lingua o perché non ce l'hanno fatta , sono morti , non hanno più carezze o sorrisi, noi che dovremmo comportarci come fratelli , spesso non ci riusciamo. Invece di dire parole, dovremmo agire, fare nel nostro piccolo, quello che possiamo per aiutarli.
Molte docenti fanno volontariato in centri di raccolta per profughi, cercano di insegnare loro le parole più elementari, per riuscire almeno a farsi capire , questo e' quello che possono fare e lo fanno con grande impegno.

D- Anche se non vivi a Lampedusa, essendo siciliana sei a contatto ravvicinato col dramma del grande esodo di massa dai paesi in guerra. Quando i siciliani, nel loro quotidiano, hanno cominciato ad accorgersi che qualcosa stava cambiando e che forse nulla sarebbe più stato come prima? Come vivete questo dramma?
R- Leggere nei loro occhi la disperazione per noi e' diventato quotidiano, molti si integrano bene. Offriamo loro dei piccoli lavoretti, aiuto giardinieri, aiutano nei mercati , si rendono utili nei supermercati. la volontà ad alcuni non manca , moltissimi non rimangono, vanno nei centri di raccolta in altre città. Da noi in Sicilia , c'è molta disoccupazione, dividiamo con loro il poco che abbiamo , e sono felici di sentirsi utili.
Quindi serve agire senza perder tempo a fare inutili discorsi, quello che c'è da fare bisogna farlo, senza star li' troppo a commentare. Si potrebbe parlare per ore, dei loro Governi che agiscono male, delle inique guerre . Ma nessuno scapperebbe dai propri paesi se avesse il necessario per vivere senza la paura di essere colpito dalle bombe che cancellano in un momento le loro case e i loro affetti.

D- Curi il blog di poesia "Gocce di mare", nel quale scrivi: "La poesia non è figlia di un dio minore. La poesia è per tutti". Questo vuol dire che anche le persone meno colte possono fare poesie di qualità? O intendi qualche altra cosa?
R- Abito e insegno a Siracusa come ho già scritto , in una scuola Primaria, attualmente ho una quinta . Non mi reputo poeta, ma solo giocoliera di parole ,come spesso ripeto ai miei alunni, scrivo brevi testi , con le paroline magiche ,parole capaci cioè di dare emozioni, sensazioni, ricordi.
Molte volte cerchiamo in classe queste magiche paroline ed ai miei bambini, queste esercitazioni piacciono in maniera particolare, riescono a creare dei testi, veramente originali e gradevoli.
Quindi, ascoltando le proprie emozioni ,secondo il mio parere , se ci riescono i miei alunni, si può riuscire , basta aver la giusta sensibilità per dar vita a dei testi molto belli, se poi non hanno il grande afflato poetico della Poesia come la intende qualche critico, se non altro ci abbiamo provato . Certamente a mio parere anche le persone meno colte, quindi possono fare poesia , prova ne è che ho notato degli scritti notevoli , anche da persone umili e senza grande cultura .

D- C'è una poesia cui sei particolarmente affezionata e che vorresti far conoscere al pubblico di "Poeti per il sociale"? Scrivila qui e commentala.
R- Questa è una poesia che mi piace tanto ed a cui sono particolarmente affezionata , soprattutto perché riguarda il Tema della difesa della Natura:

Insegnami

Insegnami o fata
la magica lingua
degli elfi e folletti del bosco.
La lingua che ha il suono dell'acqua
che trilla nei lieti ruscelli
e stormisce nella voce del vento
tra foglie di platani ed olmi .
Assai flebile adesso e' la tua voce
come fili mossi dal vento ,
un luccichio di foglie ,
un improvviso curvarsi d'erba al vento.
Ricca di canti era la terra ,
viveva di poesia e luci di risate ,
il magico sole splendeva ancora in cielo.
Adesso il sole è morto .
I sentieri delle fate, dispersi e polverosi.
Chi canterà più il mondo incantato
se l'uomo non ne ha più memoria ?
A chi somiglieranno i poeti della Terra
quando giungerà per loro l'inverno ?
Anche queste mie parole saranno perdute
se non imparerò la magica lingua.
L'unica conoscenza dell'uomo
dovrà essere solo dolore e distruzione ?
Insegnami di nuovo, o Fata
la magica lingua
di elfi e folletti del bosco .

La fata, è naturalmente la personificazione della Natura, solo imparando di nuovo ad apprezzare il Suo linguaggio, si può salvare questo nostro mondo che stiamo distruggendo, mercificando i Beni immensi che ci offre continuamente. Valorizzare quindi e proteggere la Natura è la strada verso la salvezza di questo nostro stupendo pianeta Terra.

D- Qual è o quali sono le tue principale fonti di ispirazione poetica? Credi che la poesia possa contribuire in qualche maniera all'educazione e alla crescita delle nuove generazioni e alla soluzione di problemi così complessi quale appunto quello dei rifugiati?
R- La mia principale fonte di ispirazione poetica ,è la Vita, quella di tutti i giorni , ascolto le mie sensazioni, le emozioni i sogni, i ricordi, i profumi della mia fanciullezza, la bellezza della Natura, i miei desideri.La mia poesia nasce anche dall'osservazione della gente intorno a me, le loro caratteristiche, i bisogni sociali di riscatto degli umili, dei diseredati senza casa nè affetti come ad esempio i rifugiati , o semplicemente chi vive ai margini della nostra società per qualsiasi motivo.
La Poesia può fare molto per sensibilizzare gli animi a questi grandi problemi e cercare di fare quello che è nelle capacità di ognuno di noi per risolverli.
Le nuove generazioni con cui sono a stretto contatto ogni giorno per il mio lavoro, sono sensibili a questi grandi problemi, educare loro. è educare il nostro Futuro, un compito di grande responsabilità.
Noi adulti in generale con il nostro esempio dobbiamo essere per loro dei punti di riferimento.
Ti ringrazio cara Annalisa per avermi dato l' opportunità di esprimere qualche mia opinione . Te ne sono grata
un caro saluto !

- Grazie a te, cara Sandra, della partecipazione e del tuo affetto!

********************************
La poesia di Sandra Mirabella per "Poeti per il sociale":
Sono Sandra Mirabella , siciliana , vivo e lavoro a Siracusa, mi piace scrivere versi, ed ho un blog di poesie. 

NIENTE PAROLE . 


Non ci sono più parole .
Non voglio più parole,
perché non ne comprenderei il senso.
Io ho perso ogni parola , ogni sguardo,
ogni sorriso mi è stato negato .
Ogni carezza non è più mia .
Trovale tu le parole , fratello
che fratello non sei.
Dille a te stesso,
perché a me non è più concesso il sentire .

Sandra Mirabella


Intervista a... Salvatore Famiglietti



Salvatore Famiglietti, Dirigente scolastico in pensione. Ha studiato Psicopedagogia all'Università di Salerno e nella breve biografia afferma di scrivere poesie "come necessità dell'anima in cammino sui sentieri della vita".
D- Ha partecipato a " Poeti per il sociale" con una poesia a mio parere molto bella, intitolata "Famiglia", che descrive a tocchi leggeri e delicati l'incanto dell'amore, quindi la nascita di un figlio e il divenire famiglia, la gioia che ne deriva e il conforto che la nuova presenza offre anche nei momenti più difficili e amari della vita. Un seme che si fa albero e a sua volta poi produrrà dei frutti. Questa poesia è autobiografica? Perché partecipare con questa poesia anziché una che riguardasse per esempio, fatti di cronaca?
R- No, la poesia non è autobiografica; l’ho composta pensando alla giovane famiglia dei miei due figli ma anche alla crisi che investe, oggi, la famiglia sul versante socio-economico, culturale ed umano. La famiglia è “fatto sociale” e credo che bene si possa inserire nella riflessione poetica per il sociale. Questa poesia, come bene Lei ha interpretato, è il canto dell’amore, generatore di amore. In nome dell’amore la famiglia vive il suo tempo scandito dai colpi della vita.

D- Lei è stato Dirigente scolastico. La scuola è cambiata col trasformarsi della famiglia? O è accaduto l'inverso?
R- Ho svolto il mio ruolo in territorio milanese ove ho gestito un  complesso rapporto critico-costruttivo e, a volte, polemico,  per confusione di ruoli, ( didattico/educativo) tra scuola e famiglia.  A mio parere, la scuola deve ancora significativamente cambiare se vuole essere in sintonia con famiglia e con la stessa società. La scuola non può dimenticare che l’allievo oltre che “alunno”, è figlio di questa società e a questa deve costantemente riferirsi pur suggerendo, modelli educativi di forte cambiamento.

D- Cosa pensa dei "nuovi" modi di intendere la famiglia?
R- Credo profondamente nella libertà dell’uomo, che non può né deve essere limitata da condizionamenti socio-culturali. La famiglia è fondata sull’amore, che solo basta a reggere una “coppia” e quanto può scaturisce dalla stessa in nome dell’amore.

D- Ha una poesia che vorrebbe far conoscere al pubblico di "Poeti per il sociale"? La scriva qui e la commenti.
R- E’ nota la foto scattata dal fotografo Osman Sagirli, della piccola Hudea, bambina siriana, che alza le mani in segno di resa, davanti all’obiettivo scambiandolo per fucile.
A questa bambina ho reso omaggio con questo mio semplice brano:

HUDEA, BAMBINA IN GUERRA

Ha visto uccidere uomini
sui campi di gioco
oggi, deserti di voci bambine.
Innocente, s’arrende:
piccoli pugni in alto serrati,
orecchi chiusi ai tuoni di guerra,
muta la bocca alla furia dell’uomo,
supplici gli occhi,
vede l’istante di morte.
Piccola e già assuefatta all’orrore,
spegne il sorriso d’infanzia
e si consegna, colomba, al fucile
che spara per mano d’un uomo,
la sola luce benigna d’un flash
illuminando l’attimo tragico
d’una resa totale
pur di vivere ancora
su quei campi sperando
nel gioco, diritto d’infanzia
oggi, negato.

Salvatore Famiglietti



D- Scrive poesie come “necessità dell'anima in cammino sui sentieri della vita”; cosa ha appreso dal suo cammino? Avrebbe un consiglio da dare a quella nuova creatura che da seme si farà albero?

R- La poesia riflette sull’uomo nel mondo dando voce alla sua inquietudine nel vivere questa società complessa e complicata, cangiante, mutevole, disorientante e conflittuale, che, per essere compresa, gestita e … superata, ha bisogno della forza dell’anima che spinge la ragione a definire percorsi di vita possibili ove il dolore, la noia, l’angoscia sia vinta da una pur lieve speranza nella gioia di un tempo pur breve.
Ai miei nipoti, ai giovani di oggi suggerisco di vivere di anima e con l’anima i vissuti corporei dando al nostro giorno i colori dell’anima di quel momento e cantare le ore del giorno uguale e diverso, secondo le armonie a volte silenziose e a volte urlanti dell’anima.
Come “poeta” ho pubblicato il primo volumetto “Per sentieri con l’anima tesa” ed è in via di pubblicazione il secondo libro.
Grazie.

-Grazie di avere partecipato a “Poeti per il sociale”!

**********************************
La poesia di Salvatore Famiglietti per "Poeti per il sociale":

Sono Salvatore Famiglietti, dirigente scolastico in pensione e scrivo "poesie" come necessità dell'anima in cammino sui sentieri della vita.
Un mio brano dedicato alla Famiglia
. 

FAMIGLIA 

Eleggono gli amanti
l’eterno sincrono respiro
e nuova vita erompe dall'amore,
come zampillo dal fecondo seno
e consacra madre gli amanti e padre.
Or l’antico amore si fa vagito:
lo cullano le mani, dolci
come le carezze dell’amante,
lo canta la sua voce, tremula
come nell’estasi dell’anima.
Pullula la casa di fremiti d’amore
quando il cuore ride e quando è perso
nei triboli del tempo amaro;
quando pervi i valichi di vita
e quando, aspri, i rovi cingono i sentieri.
Padre per sempre e madre, gli amanti
vanno col figlio dell’amore,
e, stretti nel comune afflato,
soffiano sul tempo prodigo d’incanti
come l’ora fulgida del primo bacio
e di quel seme fatto albero
che sparge fiori ed altra vita.

 Salvatore Famiglietti

Intervista a... Rosa Ruggiero


L'intervista a Rosa Ruggiero è telefonica. Ascoltarla dopo avere installato QUICK TIME PLAYER e avere scaricato il file al link che segue:


*****************************
Le poesie di Rosa Ruggiero per "Poeti per il sociale":

Sono Rosa, vivo in provincia di Caserta, ho 58 anni, scrivo da circa due anni, le mie poesie sono autobiografiche. 

DONARE E NON SOLO A NATALE

Donare è offrire il proprio aiuto
ad un amico nel momento del bisogno.
Donare è offrire una carezza
ad un papà che a letto sta
e sai che quando non ci sarà
più tu volentieri ricorderai.
Donare è andare in ospedale
il giorno di Natale,
quando tutti sono
a casa a preparare,
e fare gli auguri ad una parente,
perché sarà così felice
di vederti, che un po’
più presto guarirà.
Questo e tante altre cose
è donare e non solo a Natale,
ma in ogni momento della vita,
così doniamo e faremo
felici noi ed anche gli altri.

MANCINI SI NASCE

Quand'ero a scuola la maestra
tanto timore m’incuteva,
perché a scrivere con
la mano destra m’imponeva,
ma io non potevo, non c’era forza
e quando tra i banchi lei passava,
in un lampo la penna all’altra
mano mi portavo e a scrivere mi sforzavo.
Un incubo era diventato
e per tanti anni mi ha segnato,
perché la maestra non si limitava
solo al rimprovero, ma la bacchetta
sempre pronta aveva con sé.
Ero mancina, non era colpa mia,
ma a quei tempi venivamo
tutti corretti, imponendoci
l’utilizzo della mano corretta,
che per loro era la destra.
Mancina io ero nata, non lo ero diventata,
ma allora ciò non si capiva
e così il mancino agli occhi altrui
anche un poco strano appariva.


Rosa Ruggiero

Intervista a... Rosa Mannetta


L'intervista a Rosa Mannetta è telefonica; per ascoltarla, scaricare il file dal link che segue e aprirlo col programma QUICK TIME PLAYER


*******************************
La poesia di Rosa Mannetta per "Poeti per il sociale":

Sono Rosa Mannetta, giornalista freelance, editorialista, romanziera e blogger. Ho scritto vari libri. La mia poesia:

LA NOTTE 

Una sera tra le stelle,
la notte,
la tua casa,
la panchina il tuo
letto.
Il cartone,
la coperta.
La mattina...
un cappuccino.
Il freddo, compagnia dei
tuoi giorni...
L'angolo di strada
il tuo riparo.
Non disturbavi.
Non ti ho visto
più.


Rosa Mannetta

Intervista a... Rosa Maria Chiarello

L'intervista a Rosa Maria Chiarello è telefonica. Scaricarla dal link che segue e aprirla col programma Quick Time Player


******************************
Le poesie di Rosa Maria Chiarello per "Poeti per il sociale" 

Rosa Maria Chiarello laureata in lettere presso l'Università di Palermo scrive per dare libero sfogo al proprio cuore. Le piace definire i propri scritti "moti dell'anima" in quanto esternazioni del proprio vissuto e delle proprie emozioni.

FIGLIO DELLA LUCE 

Giaci inerme sulla sabbia,
Cullato dall'onda infame,
Figlio della luce
In cerca di pace.
Corpo di bimbo
Riverso sui tuoi sogni
Raccogli le pene del mondo
E ai fratelli racconta il tuo futuro.
Brilla la tua luce
Nel coro degli angeli
Illumina le menti
Porta la pace.
Fa che il tuo sacrificio
Non sia stato vano
E che il mondo
Viva l'amore
E sconfigga la guerra.

STRANIERO 

Hai gli occhi tristi e il sorriso spento,
straniero che te ne vai per le
vie di questa città
a chiedere un tozzo di pane
io ti dò il mio cuore
A te straniero che scalzo insegui
un tetto per ripararti dalle intemperie
io porgo la mia mano
che possa sorreggerti
nel bisogno e nella paura.
Sorridi fratello alla vita
il sole sorge ogni giorno anche per te
che porti la sofferenza nel cuore.
Tu che hai attraversato le acque
per sfuggire al martirio
a te siano dati riposo e quiete.

Rosa Maria Chiarello

Intervista a... Rolando Attanasio


L'intervista a Rolando Attanasio è telefonica.
Scaricare Quick Time Player, quindi scaricare l'intervista al link che segue e cliccarci sopra per ascoltarla
***********************************************
Poesie di Rolando Attanasio per  "Poeti per il sociale" 
Rolando Attanasio, pittore visionario, artista digitale, sceneggiatore. Svolge la sua attività di sperimentazione attraverso la pittura, il teatro, la scrittura.


UNA TERRA TREMENDA 

Una terra svenduta come una madre abbandonata
Bella emozione d'argento sul mare
Inutile rumore
Inutile mare
La camorra uccide e questo l'abbiamo imparato
In strada si soffre e soffre e questo è vero
In un tempo è tutto più violento uragano di schiaffi, parolacce, maldicenze.
Povera Napoli e poveri uomini inutili come torrioni vuoti
Quanto atroce vociare inutile
Quante preghiere speranze e cieli puliti
Senza arrendersi alle barricate inutili
Ai politici ai camorristi
Povera Napoli
Quante illusioni e disillusioni per comprendere
Per arrivare a vedere l'inferno dell'inutilità per strada
Siete tutti complici e complici di un gioco cattivo
Una città distrutta e abbandonata dalla politica
Da tutti quegli uomini che si sentono più importanti
Falsi e bugiardi eroi di partito
Povera Napoli
E soldi che si accatastano come muffa
Questa è la morte in vita
Peggiore della dolce morte
Che il tempo vi spazzi via tutti
Inutili giocattoli
Falsi discorsi
Decadenza della decadenza
Muori subito
Senza fiato
Povera Napoli

DI GIOCO È FATTO L'OCEANO 

Non affogare nel breve respiro di un dubbio
nel ritratto di tuo padre o di tua madre
nel silenzio degli uomini
Non è una canzone bugiarda
non è un partito politico, un colore, un modo di pensare
sei tu
e di gioco è fatto l'Oceano.

Rolando Attanasio

Intervista a... Patrizia Pierandrei




Patrizia Pierandrei: nata a Jesi, dove vive. Docente nella scuola primaria, ha studiato inglese e tedesco, è appassionata di poesia e pittura, ha pubblicato due raccolte poetiche e curato un'antologia di autori vari.
D- Ha partecipato a "Poeti per il sociale" con le poesie RIFUGIATO e STRANIERO IN CASA; in "Rifugiato" lei partecipa, nel descriverla, alla triste esperienza di un clandestino che diventa un senzatetto e muore assiderato, nell'indifferenza del mondo che preferisce guardare altrove, concludendo: "la viltà è più grande e non sa farsi coraggio". In "Straniero in casa" il protagonista è l'autoctono che, spaesato di fronte alla drammatica "invasione" da parte dei rifugiati, si sente estraneo in casa propria, ma cerca comunque di comprenderne la sofferenza e prova umana pietà. È d'accordo con la mia interpretazione? Vuole aggiungere qualcosa?
R- Le mie due poesie inviate sono il frutto delle mie esperienze di vita scolastica con gli alunni di stranieri, che sono costretti a vivere qui per motivi di lavoro oppure sono spesso senza lavoro e non hanno il necessario per sopravvivere. Presentano quindi problematiche come l'abbandono e il poco interesse nell'accudirli nei bisogni primari. Nonostante questo la gente comune non sa come aiutarli, per portarli ad un benessere sociale migliore di quello attuale. Ci fanno sentire stranieri anche a noi, che non sappiamo capirli perché parlano un'altra lingua. Sono d'accordo con il suo commento.

D- Come la sua, la maggioranza delle poesie presentate in questo evento tratta del dramma dei rifugiati, mentre per esempio, l'atroce tragedia provocata dall'ISIS sembra essere in secondo piano nella immaginazione dei Poeti partecipanti. Che spiegazione si può dare di questo fatto, a suo giudizio?
R- Penso che non siamo molto preparati ad affrontare un tale problema, tanto da non saperci comporre una poesia adatta. Le scene della televisione ci fanno rimanere angosciati e siamo quasi increduli di tale distruzione. Purtroppo questi fatti sono realtà e dovremmo aprire meglio gli occhi per capirli.

D- È appassionata di poesia e pittura. I soggetti delle sue opere pittoriche coincidono con quelli delle poesie? In quale forma artistica si esprime più compiutamente?
R- I temi principali delle mie opere di pittura sono la natura e i paesaggi: fiori. animali, panorami ecc.. Il disegno è una passione innata ,con le matite faccio il bozzetto, poi lo coloro con i pastelli o con le cerette su cartoncino. A volte uso i pennelli con gli acquerelli o le tempere. Mi diletto anche di fotografia.

D- C'è una poesia che vorrebbe far conoscere? La scriva qui e la commenti.
R- Di poesie ne ho scritte tantissime,rimaste spesso chiuse nei vecchi quaderni. Il tema preferito è quello dell'amore. Ne posso scrivere una che ricordo:

LA VITA PER AMARE

Dio ci ha dato la vita per amare,
senza dover per forza odiare,
neanche il nemico pericoloso.
che ci guarda in modo insidioso.
Amare non costa niente
e fa bene alla mente,
perché ci tiene in allenamento
e vince in ogni momento.
La vita per amare diventa gioia,
così non ci si annoia,
ma ci rende più vivaci
e ci fa sentire più capaci.
L'amore ci fa aprire
le nostre porte per l'avvenire
e ci fa davvero capire
i valori del nostro agire.
Credo che la fede in Dio e nel suo amore debba essere un fondamentale insegnamento per tutti le persone, che hanno bisogno di aiuto.

D- Ho letto che ha curato un'antologia di autori vari dal titolo particolare. Ce ne vuole parlare brevemente?
R- Intende quella della "Finestra Incantata"? Se si, è stata una battaglia per poter pubblicare un libro con i soci del nostro circolo. Dopo discussioni varie si è scelto, senza il completo consenso, questo titolo, perché sembrava essere più attinente al quadro della copertina. In effetti non è consonante all'antologia miscellanea.

D- Grazie della gentile partecipazione!
R- La ringrazio cordialmente del suo impegno.
***************************************************
Poesie di Patrizia Pierandrei per "Poeti per il sociale":

Appassionata di poesia e pittura, ho pubblicato su antologie e siti on-line. Due sono le raccolte di poesie personali. 

RIFUGIATO

Fuggito dal suo paese,
per non avere brutte sorprese,
ha oltrepassato il mare
per poter arrivare
ad una spiaggia solitaria,
dove non trova accoglienza
e tanto meno confidenza.
Sperduto in una strada affollata
dalla gente indaffarata,
va in cerca di un asilo
per riposare dal suo viaggio peregrino.
Abbandonato al suo destino,
si adagia lungo il marciapiede,
mentre nessuno lo vede
e trova la sua fine
in una notte fredda,
piena di stelle,
sotto il cielo scoperto.
Nessuno lo conosce
e sa dargli una mano,
la viltà è più grande
e non sa farsi coraggio.

STRANIERO IN CASA

In mezzo a tanti stranieri
il mio paese diventa
una patria di isolamento,
dove mi sento estraniato
nel mio borgo antico.
Gente che arriva,
gente che parte,
visi chiari oppure scuri,
ma negli occhi si legge
il desiderio di una casa,
dove ci si può ritrovare e ci si riposa.
Facce impaurite dall'ingiustizia,
mani stanche dall'avarizia,
di chi ha sopportato duri lavori,
per chi li ha feriti senza onori.
La mia strada conosce ora il viandante,
che non ha dimora da qualsiasi parte
ed indugio ad uscire,
anche per quando ho bisogno di andare.
Solo, costretto nella mia stanza,
sento sempre più ignoranza
salire sulle ripide scale
di una città senza umano sale.

Patrizia Pierandrei